martedì 27 aprile 2010

Ponte sullo Stretto: al vaglio il progetto di una Piattaforma abitabile e galleggiante

L'idea di un architetto israeliano sarà illustrata a Villa San Giovanni
ponte stretto   Mentre il Governo sta mettendo a punto il progetto definitivo del Ponte sullo Stretto, dall’Israele arriva una nuova proposta alternativa, apparentemente un pò stravagante ma certamente suggestiva, ma senza dubbio molto affascinante: un Ponte basato su Piattaforme Galleggianti Abitate.
 A proporre il nuovo progetto è Mor Temor, un architetto di Shaf-amer, provincia di Nazareth, nell’Alta Galilea. Ha appena 36 anni, è arabo di nascita anche se di religione cattolica. Diplomato al liceo di Shefa-Amr, si è laureato in Italia al Politecnico di Milano 10 anni fa e da 8 dirige uno studio privato specializzato nella progettazione d’opere ad alto valori architettonico. Lo scorso autunno, nel mese di novembre, ha realizzato il progetto del Ponte Abitato Galleggiante nello Stretto di Messina, e l’ha inviato al Ministero delle infrastrutture senza però ricevere ancora risposta.
Giovedì 29 aprile, alle ore 17:30, l’architetto Mor Temor presenterà per la prima volta nello Stretto la sua idea, presso l’Altafiumara Resort di Santa Trada, nei pressi di Cannitello e Villa San Giovanni.
L’incontro sarà moderato da Eduardo Lamberti Castronuovo, che è consigliere comunale a Reggio, e vedrà gli interventi istituzionali di Pasquale Morisani, Presidente della prima Commissione Assetto del Territorio Comune di Reggio, Rocco La Valle, Sindaco di Villa San Giovanni, Gesualdo Costantino, Vicepresidente della Provincia di Reggio Calabria,  Antonino Granata, responsabile del Dipartimento Ambiente e territorio della CGIL Nazionale, il prof. Domenico Gattuso della Facoltà di Ingegneria dell’Università Mediterranea di Reggio, il geologo Vincenzo Pizzonia della facoltà di Architettura della stessa Università, il prof. Vincenzo D’Amore ancora della facoltà di Ingegneria sempre dell’ateneo Reggino, e infine il prof. Tonino Perna della facoltà di Sociologia Economica dell’Università di Messina.
Il progetto prevede che ampi spazi interni al manufatto, nel bel mezzo dello Stretto, possano essere adibiti a centri commerciali, uffici, alberghi, parcheggi, parchi alberati e cinema oltre a ville e appartamenti per migliaia di residenti e anche decine di porticcioli turistici che proteggeranno barche a vela e yacht dalle correnti e dai gorghi di Scilla e Cariddi. Inoltre il collegamento non viene pensato all’imboccatura dello Stretto, nella parte in cui le due sponde sono più vicine (tra Ganzirri e Cannitello), ma più a sud, tra Messina nord e Villa San Giovanni.
L’architetto progettista, Mor Temor, sta conseguendo il dottorato di ricerca sui ponti galleggianti al “Technion – Israel Institute of Technology”, sotto la guida dei professori Michael Burt e Yehiel Rosenfeld. Un particolare che non è certo di poco conto, se si considera che il “Technion” (con sede ad Haifa) è l’istituto israeliano per eccellenza nel settore delle tecnologie avanzate (ingegneria, elettronica ed informatica in testa), con una spiccata tendenza alla ricerca nel settore militare, nucleare ed aerospaziale. Nel solo periodo 2000-2007 ha sottoscritto una decina di contratti con il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti per un monto totale di 525.000 dollari, relativamente alla fornitura di servizi e attrezzature top-secret. Alcuni dei contratti vedono come committente il FISC -  Fleet & Industrial Supply Center che ha sede presso il Comando dell’US Navy di Sigonella, a due passi dallo Stretto di Messina.
L’idea di collegare le due sponde dello Stretto continua, quindi, a stimolare i cervelli e le eccellenze del pianeta: la speranza è che, ormai nel terzo millennio, finalmente Sicilia e Calabria possano essere collegate in modo stabile e funzionale alle esigenze di un territorio che ha assoluto bisogno di venir fuori dalle condizioni di sottosviluppo e arretratezza che lo caratterizzano.

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