giovedì 21 gennaio 2010

Protesta dei lavoratori Phonomedia: nessuna risposta da parte di Istituzioni e dirigenti



Continua senza sosta la protesta dei lavoratori del call center Phonomedia, senza stipendi ormai da diversi mesi e senza risposte valide e concrete sulle loro sorti lavorative. Abbandonati da quelle Istituzioni che dovrebbero essere al fianco del lavoratori e cittadini onesti. Tanti lavoratori, davanti la sede della Presidenza dell’Ente regionale a Catanzaro, hanno dato vita all’ennesima estenuante manifestazione di protesta. Tra questi, tanti giovani e tantissime donne, molte delle quali hanno manifestato insieme ai propri bambini.La Phonomedia è un’azienda nata in seguito alla cattiva gestione di risorse pubbliche. In Calabria rappresentava lavoro per ben 2500 persone (e relative famiglie, sogni, speranze, progetti), ma ancora per i dipendenti Phonomedia non sono arrivate risposte sil loro futuro professionale. Loro, intanto, stanno continuando con l’occupazione della sede del call center senza avere mai visto i responsabili della multinazionale, nessuno di questi, infatti, si è presentato nella struttura catanzarese per far conoscere il futuro ai dipendenti, i quali sono giustamente preoccupati di conoscere le loro sorti e, al contempo, indignati per il modo in cui è stata possibile l’apertura dell’azienda da parte di “fantasmi” che hanno usufruito dei fondi erogati in favore della Calabria. Ora qualcuno si è arricchito lasciando migliaia di famiglie di lavoratori senza stipendio e prospettive.In aiuto ai dipendenti si sono mossi l’europarlamentare Idv, Luigi De Magistris che in risposta agli stessi dipendenti ha detto La Procura della Repubblica di Catanzaro si deve attivare per effettuare tutte le verifiche rispetto a una vicenda che lascia spazio alle ipotesi di spreco di denaro pubblico, intrecci e interessi clientelari e il capogruppo di Nuova Alleanza, Franco Cimino secondo il quale il pessimo esempio di Phonomedia insegna l’uso strumentale e sbagliato delle risorse finanziarie pubbliche e di come tutto questo causa danni all’economia calabrese, adesso c’è bisogno di un Piano tra Governo e Regione per riconvertire i lavoratori o aiutarli a collocarli in altre aziende.
Angela Mendicino


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